domenica 23 marzo 2008

L'emozione non ha (più) voce





Chi è Roberto Mancini se gli viene tolto il suo tratto distintivo,la qualità che lo rende diverso da ogni altro allenatore,quasi come se tale caratteristica null'altro fosse se non un naturale prolungamento del suo ciuffo?
Un leone in gabbia.
Così lo abbiamo visto di fronte alle telecamere sabato sera,espropriato della sua prima virtù:il manciniano "mollo tutto" non ha potuto librarsi,tuonare lungo i corridoi dello stadio Meazza.
La classica frase dell'allenatore marchigiano in seguito alla sconfitta patita ad opera di una granitica Juventus gli è rimasta strozzata in gola,negata da un presidente che non gli permette più queste esternazioni diventate il cavallo di battaglia del Mancio dopo la sconfitta di Liverpool.
E allora eccolo comparire ai microfoni mogio,spento,come se fosse evirato, lì lì per pronunciarsi ma... niente. Ha sottolineato che il momento è delicato e nulla più.Niente più sorprese ai propri giocatori,niente più dinieghi secchi e decisi,repliche taglienti,a chi legava le sue dimissioni alla bruciante sconfitta con il Liverpool.

"NO NO NO. La sconfitta di stasera non c'entra.I ragazzi lo sapevano già.Credo che saranno i miei ultimi due mesi sulla panchina dell'Inter"

Quanto avrebbe voluto canticchiarla di nuovo davanti a tutto il mondo (e poi rimangiarsela) anche dopo l'uno-due bianconero.Ma ora no,Roberto,non ti permettono più di straparlare.Noi ti capiamo,noi ti siamo vicini,noi ti dedichiamo le parole di questa canzone.


Forza Mancio,lega bene il nodo alla sciarpa nerazzurra assieme ad Oriali e Sinisa,stringi i denti.Per mollare tutto aspetta almeno un altro anno. Noi vogliamo ancora ridere.

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