lunedì 21 gennaio 2008
Mano tesa
Si sa, è così da sempre. La rivalità tra Inter e Milan è ben più antica dello scudetto dell'anno scorso, di Calciopoli, persino delle presidenze di Moratti e Berlusconi. E va bene così. Però dispiace un po' vedere chi vince in Europa, chi ha dimostrato a suon di trofei di essere praticamente imbattibile negli scontri diretti, chi è il più titolato al mondo prendersela con gli avversari. Anche se sono i cugini-avversari di una vita calcistica, anche se sono quelli che con lo stile non hanno un feeling particolare. Da interista mi sono vergognato della rissa di Valencia, non ho mai sentito come mio lo scudetto a tavolino (2005/2006), e mi stanno sui coglioni certe frange della curva che non ce la possono proprio fare. Però, detto questo, ci sono anche dei meriti sportivi oggettivi, che in questi anni si stanno facendo valere. Io che da bambino ho visto a S.Siro lo 0-0 in Coppa Uefa contro l'Apollon di Limassol, che sempre sullo stesso seggiolino rosso ho visto il Lugano eliminarci dalla Coppa Uefa su tiro da calcio d'angolo (0-1 allo scadere, per chi a differenza di me non lo ricordasse molto bene), beh io adesso vedo una squadra che gioca bene, che si riesce ad imporre, che vince e convince. Credo che al di là delle penalizzazioni, o al di là del rigore contro il Parma, in campionato l'Inter stia strameritando da un anno e mezzo il posto che occupa. Esattamente come il Milan ha meritato di vincere la Champions. Credo che non esista occasione migliore di questa per i milanisti di dare conferma del solito stile, e per noi interisti di dimostrare che non siamo proprio dei pagliacci anche col microfono (o la tastiera) in mano. A proposito di mano; tesa ai cugini, e godiamoci le nostre vittorie.
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